Buttate le posate… il Futurismo ci fa mangiare con le mani

“Si pensa, si sogna e si agisce secondo quel che si beve e si mangia”

Con questa frase il maggior esponente del Futurismo italiano, Tommaso Martinetti non poteva esprimere meglio un concetto essenziale dell’uomo, ciò che anche molto tempo prima il filosofo francese Brillant Savarin testimoniava come riflessione moderna su uomo e cibo, primo tentativo di dare all’arte della cucina e della tavola lo stato e la dignità di scienza.

Ed è proprio l’intento (pienamente riuscito) del bistrot Parole in Liberta, all’interno del 47 Hotel in via Petroselli, in pieno centro a Roma, a pochi passi dalla famosa Bocca della Verità, che accoglie i propri ospiti, sia stranieri ma anche italiani, che entrano in questa dimensione di cibofilosofia.

Ci apre le porte di questa nuova e interessante dimensione lo chef Gabriele Enrico ( docente del Gambero Rosso) che ci svela come obiettivo la voglia di far riscoprire i sapori e la cucina di un tempo, con attenzione sempre a materia prima e cura della tavola.

Il manifesto culinario futurista invitava l’ospite ad assaporare il cibo con la vista, l’olfatto ed il tatto ed è proprio questa nuova esperienza che accoglie gli ospiti del bistrot che vengono serviti anche di salviette calde e umide per prepararsi a toccare il cibo con le mani , assaporarlo inizialmente con gli occhi e condividere le sensazioni con i commensali.

Le Ombre dei Mori

Il locale è accogliente, elegante e di stile retrò, si può iniziare con un cocktail per aperitivo dove anche gli ingredienti sono pensati e studiati in stile, si può scegliere Le Ombre dei Mori: Aperitivo veneziano, Valdobiàdene, soda, timo e pompelmo rosa oppure un Gran Milan: Rabarbaro Zucca, Prosecco, Soda,Tintura Vaniglia o scegliendo Il Fondatore : Gin Piemontese, Carpano Antica Formula, Maraschino, Orange Bitter.

Ingredienti che richiamano tradizioni antiche, dove la cultura del buon bere era stile ed eleganza e veniva consumata in salotti dove si respiravano idee coraggiose, a volte folli, ma sempre spinte dalla curiosità del sapere.

Facendo quattro chiacchiere con lo chef ci suggerisce tre menù “ispiranti” diversi tra loro e per tutti i gusti, per guidare il palato alla conoscenza della sua cucina:

Ezzicchete Ezzacchete

Puramente Futuristico

Ezzicchete Ezzacchete: che una simpatica legenda sul menù illustra che può essere gustato con cucchiaino poiché si tratta di uovo di quaglia su una crema di topinambur con sedano, acciughe e olio evo della Sabina;

Pillole: pollo, vitello, salsiccia, spinaci, carciofi, zucca e ricotta da gustare con mani o pane.

Crostate in libertà: ingredienti tradizionali per un dolce a cui non si può dire dire di no farina, uova, burro, zucchero.

verdure nel giardino compresa la terra

Soloverduramente

Verdure nel giardino compresa la terra: carote, peperoni, pomodori, carciofi, sedano, olive, cavolfiori, cipolline, finocchi, champignons, olive, pane, robiola, erba cipollina, aceto invecchiato, il tutot con le mani o il pane.

Tuttoriso con verdura e Gorgonzola: riso carnaroli, gorgonzola, sedano, carote, finocchio, carciofi, ravanello, burro e parmigiano 30 mesi, permesse le posate !

Pere al forno con Zabaione al moscato: quattro ingredienti semplici per un dessert delizioso: pere, uova, zucchero, moscato.

una battuta sul manzo

Celiacamente dal Futuro

Al contadino non far sapere…cacio e pepe: Pecorino di Amatrice IGP, pere, vino rosso di Montalcino, si consiglia l’ausilio di posate.

Una battuta… sul manzo: carne cruda, maionese di nocciole, croccante di patate, qui invece mani e pane preferiti.

Golosopillole: piccole pillole di cioccolato fondente, cioccolato al latte, farina, uova, burro, zucchero, arance, zenzero, panna montata, solo ed esclusivamente con le mani, volendo anche per leccarsi le dita!

Questa è solo una parte del menù che lo chef propone e della ben fornita carta dei cocktail, giusto per farvi incuriosire e poter poi scoprire cosa voler assaggiare e provare di questa esperienza in cui il futurismo è per noi un salto nel passato è lo riscoprire gusto sapori che conoscevamo già, ma avevamo solo momentaneamente messo in soffita.

A proposito… il roof è fantastico!

 

tuttoriso con verdura e gorgonzola

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