Gravidanza e acido folico, senza esagerare

gravidanza_e_dietaL’acido folico è una sostanza che viene consigliata da diversi medici alle gestanti durante i nove mesi della gravidanza. Il tutto, però, senza esagerare, infatti, se tale assunzione si manifesta maggiore del docuto, può provocare degli effetti collaterali e quindi problemi al bimbo che nascerà.

Un adeguato apporto di acido folico per integrare i livelli di vitamina b è sicuramente fondamentale per ridurre il rischio che i nascituri risultino affetti da problemi del tubo neurale, come la spina bifida: in particolare durante le prime 10 settimane di gravidanza.

La dose raccomandata per le donne in stato interessante è di 0,4 mg al giorno. Nei casi in cui la futura madre abbia una storia familiare con difetti del tubo neurale la dose consigliata può anche arrivare a una quantità 10 volte maggiore. Malgrado questo, pochi studi hanno analizzato nel concreto le conseguenze negative che possono derivare da un’assunzione così massiccia e per un periodo prolungato come quello della gravidanza.

Gli scienziati che sostengono questa tesi hanno sottoposto un gruppo di ratti ad un’assunzione di acido folico di 20 volte maggiore la dose consigliata. I cuccioli nati dopo l’esperimento sono cresciuti con problemi di sovrappeso, alimentazione irregolare e una forte resistenza alle terapie con l’insulina.

I piccoli topi avevano bassi livelli di adiponectina, un ormone che li dovrebbe proteggere da diabete e obesità. Inoltre i sintomi rilevati erano evidenti in misura maggiore nelle femmine. Invece, il secondo gruppo di topi analizzato dal team ha assunto specificatamente la quantità giornaliera indicata come massima e cuccioli di questo gruppo sono nati sani, indipendentemente dal sesso.

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