A Trastevere si festeggia il Santo… con l’Amatriciana a modo nostro.

 

Amatriciana a modo nostro

“L’attesa del piacere è essa stessa piacere”, quante volte abbiamo sentito il martellante spot della Campari riecheggiare nelle orecchie, ma senza sapere che frasi come questa o anche “dimmi quello che mangi e ti dirò chi sei” non sono solo da meme su Facebook .
Il padre dell’”attesa” è il drammaturgo tedesco Gotthold Ephraim Lessing (grazie Google!) e citò questa frase in una sua opera teatrale del 1763 e forse non aveva tutti i torti.
E di “attesa” si è parlato per la cucina di Santo Trastevere, l’originale cocktail bar aperto circa un anno fa, iniziando in punta di piedi (ma con piacere, appunto) con una proposta di crudi e hamburger per poi sviluppare il formato di cucina vera e propria, con piatti della tradizione, leggermente rivisitati dallo chef de cuisine Edoardo Meuti affiancato dallo chef Giulio Barghi e con l’estro creativo del proprietario Daniele Fadda che ci accoglie nel suo locale raccontandoci come è nato Santo.

SL:Che cosa c’era prima dove ora c’è Santo? (mi piace sempre sapere la storia che raccontano i luoghi)
DF:Prima c’era tutt’altro…una carrozzeria! Un locale unico da dove abbiamo iniziato i lavori di sana pianta.
SL:Come è nata l’idea di arredarlo total black (compreso il bagno)?
DF:Ho viaggiato un po’ per l’Europa insieme all’architetto per trarre ispirazione dalle nuove tendenze e capire come volevamo interpretare un locale che non assomigliasse ad un altro , quindi un arredamento basic, industriale, ma con un tocco  originale, come le piante (vere!) che scendono dal soffitto che danno colore e quel senso di curato, accogliente.
SL:Che cosa offre Santo a chi arriva a Trastevere conoscendovi dai social o tramite passaparola?
DF:Possiamo accogliere i clienti per un aperitivo preparato al bancone , la lista dei cocktail dà ampia scelta , o lasciarsi consigliare in base ai gusti personali.
Si può cenare, oppure scegliere di venire in tarda serata  per un cocktail e ascoltare buona musica, poiché spesso ci sono live o dj set.
Però ti consiglio di provare qualche piatto per capire meglio le nostre proposte .

 

Non c’è voluto molto per convincermi e farmi guidare nell’assaggio di cocktail che accompagnano i piatti, una proposta nuova per noi italiani che siamo abituati a pasteggiare con il vino, ma infondo cosa  c’è di meglio  che affidarsi alla proposta dei padroni di casa?
Arrivano intanto i cocktail che accompagneranno i  piatti, alcuni si trovano nella lista, ma per uno mi sono affidata a  una sorpresa del barman, chiedendo “qualcosa di dolce” e mi accontenta con un cocktail a base di succo di barbabietola con un pò di vodka, zenzero e spremuta di mandarino. Dolce quanto basta, fresco e speziato.
Dalla lista arriva Aquarius a base di  gin , liquore di violetta, liquore alla camomilla, sciroppo alla lavanda, limone e albume e Italian’s do it bitter: Campari, vermouth (home made), infuso al basilico , dry gin, liquore al bergamotto. I distillati sono preparati home made,  conferendo un’ attenzione e cura nella ricerca della miscelazione, ormai necessaria in un buon ristorante.

Palermo-Venezia-Napoli

Dalla cucina lo chef Edoardo coordina la brigata e i piatti sono subito sul bancone, pronti ad essere terminati, un drinnn e sono subito al  tavolo.
Il primo piatto piatto Palermo-Venezia-Napoli : cannolo croccante al sesamo nero ripieno di baccalà mantecato, su scapece di zucchine e negativo di cipolla(la croccantezza del cannolo è perfetta con la morbidezza del baccalà!).

Il secondo piatto è chiamato Omaggio al Principe 2.0 dedicato al padre di Daniele, amante dei crudi , una bellissima battuta di gambero rosso di Mazara , guarnita con robiola al basilico, sale agli agrumi e croccante di pane.Per il terzo e ultimo piatto si passa alla carne Tataki CBT: Fassona marinata 24h ( worchester, soia, tosatzu, senape e aneto) maionese alla guinnes e funghi chiodini.E’ arrivato il momento di passare al “cavallo di battaglia” di Santo (mi aveva già convinto agli antipasti e i cocktail…però sono consenziente sempre al buon cibo): Amatriciana a modo nostro e cioè un’ottima pasta, ovvero lo spaghetto Benedetto Cavalieri all’amatriciana di polpo e guanciale.
Naturalmente la pasta tiene benissimo la cottura e ne raccoglie il condimento equilibrato per un piatto tradizionale, ma leggermente modificato con il polpo che lega perfettamente con il guanciale.

L’Agnello di Dio

Per i secondi rimaniamo sempre con la nota di romanità e  arriva l’Agnello di Dio: cotolette di agnello New Zeland marinato 48 ore su un letto bieta rossa e salsa BBQ home made a parte.
La cottura della carne è perfetta e la marinatura gli conferisce morbidezza che alleggerisce il sapore persistente, tipico della carne di agnello, quindi consigliato anche a chi di solito non predilige questo tipo di piatto, provare per credere.

baccalà Amarcord

Come seconda proposta  arriva un bellissimo piatto (anche a livello cromatico) il Baccalà Amarcord (come lo faceva nonna) recita alla lettera il menù: Cuore di baccalà, crema di pomodori del piennolo con polvere di olive.

Ops mi si è bruciato il polpo

Per assaggiare ancora qualcosa del menù, Daniele  propone il polpo arrostito su vellutata di porri e curry, scorzonera croccante e cavolfiore viola. La componenti ci sono tutte per rendere perfetto un piatto appetibile e non scontato, promosso a pieni voti!
Però una cena non è completa se non si termina con il dolce.
E si deve sempre tastare il terreno…con il tiramisù, per sfidare un po’ la zona confort e magari scoprire che qualcuno merita attenzione.

Santo Tiramisù

Il Santo Tiramisù è crema al mascarpone e caffè, crumble al caffè, sfere di cioccolato biondo croccante valrhona, servito in un cono adagiato su una boule, da dove si può attingere per spolverare una razione di caffè in più per enfatizzarne l’aroma.

Te lo ricordi il croccante?

Un salto negli anni 80 con Te lo ricordi il croccante? Una semisfera di cioccolato valrhona, semifreddo alla vaniglia, cuore alle amarene e terra al cioccolato.

cheese cake

Per terminare il tris dei dolci non poteva mancare la Cheese Cake: crumble, cremoso al formaggio, marmellata di more, culis ai lamponi e frutti di bosco.
I cocktail sono quasi terminati, la musica di sottofondo e Trastevere, soprattutto nelle serate tiepide d’estate, ha dei colori bellissimi , ora qualcosa in più con i sapori di Santo , che hanno reso l’attesa della nuova cucina un vero piacere .

ph credits: Vanessa Lucrezia Francia

 

Santo Trastevere – Via della Paglia 40 Roma

chiuso il lunedì – aperto dalle 18 alle 2

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