Scegliere tra più di 10 tipi di Carbonare per capire se è nato prima l’uovo o la gallina

E’ nato prima l’uovo o la gallina?

E’ un dilemma che ci portiamo avanti dalle scuole elementari… e forse non abbiamo ancora risolto, forse conoscendo meglio l’uovo potremmo arrivarci.

A Roma c’è un ristorante, da poco diventato molto più spazioso, dove poter assaggiare dall’inizio del menù fino alla fine proprio questo alimento: l’uovo.

Anche il nome non lascia molti dubbi: Eggs! Si trova a Roma, nel cuore di Trastevere  in via Natale del Grande 52.

Un bellissimo bancone con forme tondeggianti (di pronto richiamo) accoglie la clientela, che può decidere se accomodarsi ai tavoli o direttamente sugli sgabelli proprio intorno al bancone, postazione  che concede  all’occhio curioso dei commensali di sbirciare la cucina e la preparazione, così proprio per scoprire meglio come vengono cucinati e cosa si può trovare nei piatti singolari di Eggs.

Tante uova: uova bio di gallina, di quaglia, di struzzo, ma anche caviale e bottarga.

 

Oltre agli “spacciatori “ scelti di uova (Camille, Peppovo e Paolo Parisi) Eggs ha deciso di creare un Bio Orto con annesso pollaio, un orto contemporaneo Bio Farm alle porte di Roma, dove la bella e preparata Arianna Vulpiani organizza la coltivazione di verdure biologiche e chiama per nome le sue galline, che a volte fanno anche le indifferenti al suo richiamo, per non tornare dentro il pollaio!

In cucina da Eggs incontriamo la simpatica e professionale chef Barbara Agosti ,che oltre le sue 10 Carbonare nel menù, l’amatissimo Gioco dell’ora e lo Strapazzo (carbonara da passeggio, dorata e fritta sullo stecco da gelato) propone molti nuovi piatti: dalle orecchie di elefante, la terrina di gallina bio e le gigantesche uova di struzzo.

Al debutto anche la sezione crudi, caviale italiano, il Roma-Milano ovvero riso al salto alla Carbonara , Nudo e Crudo un misto di crudi con ricci di mare, ostriche e gamberi rossi e la Transumanza : triplette di carbonara, grigia e cacio e pepe.

Non mancano i vini con ben più di 70 etichette e in lista anche superalcolici e vini liquorosi.

Non per ultimo…ma per onore del menù il fantastico tiramisù di Zum.

Gli arredi sono stati pensati e realizzati da Simona Iucci nell’officina/atelier del carcere di Linho, in Portogallo, dove lavora da anni con Flavio e Romeo, due abili artigiani, detenuti rumeni.

Sono stati utilizzati materiali di recupero, ferro e metallo, pezzi unici assemblati e realizzati ad hoc, come il grande lampadario, di fronte allo spettacolare bancone in resina zincata. Le pareti e la maggior parte delle luci sospese sono del colore del mascarpone, per richiamare Zum.

“Non è un paradosso affermare che occorre più sapienza per cuocere

un uovo che per le più complicate manipolazioni culinarie.

E’ una delle ragioni gastronomiche più delicate in cui si tratta 

esclusivamente di tecnica e non più di fantasia o genialità.

E i dogmi di questa tecnica sono per lo più ignorati dai praticanti

e sorvolati dai teorici.”

Il Quattrova illustrato 1931

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