Junk food sempre più pubblicizzato sui social network

cibo spazzatura

Il cibo spazzatura fa ormai parte della nostra quotidianità e per quanto non sia per niente salutare, fa comunque gola e talvolta non si riesce proprio a resistergli.

A rischio sono i più piccoli, quindi bambini e ragazzi che sono sempre più esposti a tali godurie e hanno già l’acquolina in bocca al sol pensiero. E poi, non dimentichiamo il grande potere della tecnologia, dei social e dei messaggi che comunicano.

Questi cheesburger ottengono tantissimi like, condivisioni su instagram. Queste foto sono accompagnate dagli hashtag più fantasiosi che generano invidia tra gli adolescenti, al punto da indurli a fare al più presto lo stesso. Se quindi i media tradizionali cercano di respingere questo tipo di adversiting, queste pubblicità sono sempre più in voga sugli strumenti digitali.

I ragazzi vengono bombardati sempre più da messaggi sbagliati secondo un rapporto dell’ufficio europeo dell’Oms, che chiede ai governi di intervenire per regolare la materia.

Tra le tecniche utilizzate, spiega il documento, ci sono le promozioni sui social, ma anche gli ‘advergames’, veri e propri giochi on line che veicolano messaggi sui prodotti. Secondo una ricerca in Gran Bretagna il 73% degli adolescenti segue i propri marchi preferiti, anche di cibo, sui social media, il 62% clicca sui banner pubblicitari e il 57% fa acquisti mentre gioca o utilizza una app. Come afferma Zsuzsanna Jakab, direttore regionale per l’Europa dell’Oms, “I nostri governi hanno messo la prevenzione dell’obesità infantile al primo posto tra le priorità”.

 

E continua dicendo “Tuttavia troviamo spesso che i bambini, il gruppo più vulnerabile, sono esposti a un numero considerevole di tecniche nascoste di digital marketing che promuovono cibi ricchi di grassi, zuccheri e sale. E’ responsabilità delle istituzioni riconoscere la nuova minaccia e agire di conseguenza”.

Dunque sarebbe positivo cercare di prendere dei provvedimenti a riguardo e “proteggere” finché possibile i più piccoli da questi bombardamenti mediatici.

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